RV per Filottrano

In questo viaggio a bordo di un bellissimo esemplare di Fiat Dino Spider 2400 abbiamo potuto percorrere, insieme al noto sarto Luca Paolorossi, le strade percorse un tempo dagli antichi signori di Filottrano.

“Nella voce popolare delle Marche, questa città ha dato i natali ad una grande quantità di famiglie nobili presenti nel territorio, gode di un magnifico panorama che spazia dai Monti Sibillini all’azzurro dell’Adriatico. Filottrano era considerata “il paese dei signori” con i loro numerosi lasciti suddivisi tra palazzi nobiliari e dimore storiche, come ad esempio Villa Cento Finestre, edificata dal conte Tedosforo Carradori, oppure Villa Spada Lavini che vide lo sviluppo della dolce vita locale con l’arrivo della contessa Giulia De Medici in sposa al conte Girolamo Spada, e infine Villa Gentiloni, edificata nel 1915 dal Conte Vincenzo Ottorino Gentiloni, colui che, insieme a Giolitti istituì il famoso patto Gentiloni. Con i suoi 9000 abitanti, oggi Filottrano è una cittadina della provincia di Ancona sita a 270metri sul livello del mare, posta tra Jesi, Macerata, Osimo e Cingoli e a 25 minuti dalla magnifica Riviera del Conero. Un tempo era un importante centro agricolo, oggi grazie all’ingegno dei cittadini, prospera specie nel settore dell’abbigliamento, esportando pregiati manufatti anche all’estero.”

Abbiamo ripercorso questi territori a bordo della nostra quattro ruote fantasticando sullo sfarzo e la bellezza di quegli antichi periodi.
Un viaggio che racchiude il connubio tra il presente e il passato, “per raccontare una storia, perché si sa che le storie vere devono essere raccontate, perché tenerle per se stessi è un po’ come tradirle! “

Guarda il video e scopri la storia.

Curiosità

Durante il nostro percorso abbiamo potuto ammirare lo sfarzo e l’antica bellezza di alcune delle dimore signorili più note e conosciute del territorio circostante, di seguito ne racconteremo la storia e il loro sfarzo.

Scopri Villa Centofinestre

Villa CentoFinestre, vive in silenzio, nel cuore dei tesori marchigiani, una vasta residenza aristocratica di campagna, risorta recentemente ad antico splendore. La struttura risale agli inizi del ‘700 come residenza dei Marchesi Accorretti fino ai Conti Carradori, tra cui Tedosforo Carradori che la fece ristrutturare per mano dell’architetto Pietro Ghinelli, noto esponente della corrente vanvitelliana nelle Marche. L’essenzialità dello stile neoclassico della villa si rifà alla semplicità tipica dello stile attico, tutto intorno si erge un grandioso parco ideato per il piacere degli ospiti che si articola tra cipressi, giardini all’italiana, piscine, percorsi ludici, giochi meccanici, una riserva di caccia con torri di appostamenti, sale da tè, porticati, sale da gioco, serre e boschetti, il tutto in pieno stile arcadico. Dopo essere stata abbandonata per più di 50anni, il complesso della villa è stato riportato al suo antico splendore dalla Marchesa Antonella Rangoni Machiavelli.

Scopri Villa Spada Lavini

Villa Spada Lavini è situata lungo la strada che da Filottrano conduce alla frazione Casenuove di Osimo. Considerata uno dei più belli edifici dell’Italia Centrale, vide lo sviluppo della dolce vita locale con l’arrivo della contessa Giulia De Medici in sposa al conte Girolamo Spada. Dopo la proprietà secolare della famiglia Gentiloni, la villa è stata acquistata nel 1644 da Giuseppe Lavini, a cui si devono i primi lavori di ampliamenti e le prime migliorie. Nel 1798 con l’estinzione della discendenza maschile dei Lavini, la proprietà è passata in mano alla famiglia Spada di Collalberi, fino agli attuali proprietari conti Balbo di Vinadio. La struttura della villa tipica dello stile del ‘600/700 costituisce la traduzione italiana del gusto francese allora dominante nello stile architettonico paesaggistico del tempo. Nel parco intorno alla villa sono presenti delle finte rovine tipiche dello stile ottocentesco, rondò e belvedere su vedute scenografiche, oggi il tutto è alterato dal cambio di vegetazione. Il fascino della villa si lega principalmente al carattere aperto del paesaggio, agli ampi prati intervallati da boschi, al carattere spontaneo e naturale della vegetazione.

Scopri Villa Gentiloni

Villa Gentiloni, posta sulla guglia del colle “Bertoluccio”, si trova nel cuore pulsante delle Marche, una pregiata dimora storica risalente al secolo scorso. Situata nei pressi di Filottrano, volge lo sguardo verso gli incantati borghi medievali marchigiani, si narra che fu realizzata nei primi nel ‘900 dall’intellettuale e politico Conte Vincenzo Ottorino Gentiloni, artefice nel 1912 del famoso accordo con Giolitti, oggi conosciuto come Patto Gentiloni. Un perfetto equilibrio tra spazi e riservatezza, tra scorci mozzafiato e raffinati ambienti interni, Villa Gentiloni è un luogo unico e memorabile che racchiude in ogni suo angolo fascino, storia e magia. Un parco secolare lussureggiante dominato dall’imponente Torre che svetta luminosa, prati impreziositi da statute e fontane, e un magnifico bosco che circonda interamente la villa lasciando spazio alla vista sui meravigliosi scorci circostanti, dai Monti Sibillini fino al Conero. Le sale interne mantengono il raffinato stile signorile di Villa Gentiloni rispecchiando appieno la signorilità dei suoi realizzatori e la loro illustre storia.
Dopo l’ultimo restauro durato 5 anni, con la creazione di nuovi giardini che rivolgono lo sguardo verso il Conero, voluto dal sarto Luca Paolorossi, oggi la Villa è di proprietà degli eredi Paolorossi Luchetti.

Scopri la Fiat Dino Spider

Abbiamo avuto il piacere di girare questo video con un bellissimo esemplare di Fiat Dino Spider, con a bordo il noto sarto del luogo Luca Paolorossi.

Un modello dalle linee eleganti e dal temperamento sportivo con un nuovo propulsore in alluminio progettato dall’ingegnere Giancarlo Bussi.
Iconica, elegante, veloce e dotata di un cuore made in Ferrari, la Dino, cavallo di razza della Fiat degli anni ’60, spegne quest’anno 55 candeline. Una vettura che deve il suo nome al figlio del Drake, disegnata da Pininfarina, incarna lo spirito di Gran Turismo italiana, presente anche in una pellicola di successo come “Un sacco bello” di Carlo Verdone.

La storia della Fiat Dino parte dai circuiti, ovvero quelli della Formula 2, si trattava di una categoria molto ambita negli anni ’60, cui puntava a partecipare il Marchio Ferrari. Il regolamento dell’epoca, prevedeva che per potersi iscrivere al campionato fosse necessario omologare un numero rilevante di motori su vetture stradali. Fu così che nacque il progetto del motore Dino, così chiamato in onore del figlio scomparso del Drake, Alfredo “Dino” Ferrari, che anni prima pose le basi del V6 di Maranello. Il numero di esemplari richiesti dagli organizzatori della Formula 2 era troppo elevato per un piccolo costruttore come Ferrari, così venne coinvolta la Fiat.

Nel 1966 debuttò la versione scoperta della Dino, la più amata e ambita dai collezionisti, e poi fu la volta della coupé, la prima adottava il motore 2 litri da 160 cavalli con basamento in alluminio, ad oggi la più ricercata per via della sua raffinatezza tecnica, la seconda invece vide un aumento della cilindrata a 2,4 litri e della potenza a 180 cavalli con un basamento in ghisa. Le due motorizzazioni si distinguono grazie alle ruote: sulla 2 litri era presente un solo gallettone, sulla 2.4 era invece presente un più tradizionale fissaggio a quattro bulloni.

Secondo il nostro punto di vista, le linee del designer Pininfarina non si smentiscono mai, la vettura è sportiva, ma allo stesso tempo elegante e trasmette il benessere di quegli anni, affascinanti sotto tutti i punti di vista.

Galleria Fotografica

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Ringraziamenti

Luca Paolorossi
Il comune di Filottrano
Villa Centofinestre
Villa Spada Lavini
Villa Gentiloni

Il proprietario dell’auto

Foto e Video Editing Studio

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